CENTRO ACCOGLIENZA BUON PASTORE di VARAZZE

Metodo e modello educativo accolto dalla Comunità

La nostra attività ha preso vita nel 1981 grazie all’iniziativa delle due suore responsabili che, incarnando lo spirito della Fondatrice, Giulia Colbert Marchesa di Barolo, hanno deciso di intervenire a favore delle donne in difficoltà. Negli anni ’80 emergeva prepotentemente il fenomeno della tossicodipendenza, per cui si sono orientate verso le donne che usavano sostanze stupefacenti, fondando la prima comunità.
Lavoriamo con le persone partendo dalle conoscenze e dai bisogni del singolo valorizzando il vissuto individuale, offrendo la possibilità di un confronto.
L’intervento è di tipo sistemico - poiché il centro, facendosi carico della persona dipendente, in realtà interagisce con il sistema di cui è parte (famiglia d’origine ed eventuale nuova famiglia) - e cognitivo-comportamentale - si accompagna la persona nell'acquisizione di nuovi stili di vita, partendo dall'analisi della propria storia.
Si giunge alla dipendenza attraverso precisi processi, personali e sociali: attraverso l'attivazione di processi personali e sociali appropriati si può uscirne.
La scelta di provare a usare sostanze ha profonde radici in quel quadro di orientamento sulla vita che la persona ha maturato nell’adolescenza, nel contesto di interazioni significative avvenute nei vari gruppi di appartenenza che via via andava scegliendo. Ed è ancora in un gruppo liberamente scelto che può innescarsi il processo di confronto e di ridefinizione della realtà, necessario per un cambiamento.
La comunità, intesa come ambiente terapeutico, per gli intensi rapporti affettivi che suscita, crea un conflitto nei suoi ospiti per il solo fatto di proporre visioni nuove della realtà, e li sostiene nell'inevitabile momento di perdita di una parte di sé negativa. Li rilascerà quando avranno raggiunto una ridefinizione più accettabile di sé, premessa per noi perché possano riaffrontare con più autonomia la loro vita.

VISION

Il raggiungimento, per le nostre ospiti, di un crescente stato di autonomia e benessere è il nostro obiettivo prioritario.
La presenza sempre più incisiva di bambini sotto i due anni (figli delle ospiti) ci ha spinto ad adeguare gli spazi ad un’accoglienza ancora più strutturata con la creazione di uno spazio nido interno alla struttura.

MISSION

Le persone accolte in Comunità sono donne dipendenti, delle quali vengono ospitati anche i figli. L’età delle nostre utenti varia dai 18 anni ai 40 circa.
Lo schema a cui si fa riferimento nella vita quotidiana è il regolamento.

Linee generali del programma terapeutico - riabilitativo

La Comunità è uno strumento particolarmente efficace e idoneo per aiutare la persona in difficoltà a liberarsi dalla dipendenza da sostanze psicoattive e a ritrovare la strada per ricostruire se stessi in quanto persona.
In questa logica la Comunità si costituisce come ambiente terapeutico in ogni suo aspetto.